Coordinatore del Partito Democratico di Roma

Oddio è lunedì #175 – avremo il vaccino per il covid, ma non scordiamo gli anticorpi della democrazia

In questi tempi difficili molto spesso ci siamo ritrovati a temere per la tenuta della nostra democrazia. È successo negli ultimi giorni per i risultati delle elezioni americane, ancora sub iudice in attesa dell’esito dei ricorsi del probabile sconfitto Donald Trump. È capitato in queste ore in Perù, dove il popolo è sceso in piazza per manifestare contro il tentativo di deporre il Presidente eletto Martin Vizcarra per sostituirlo con un avversario politico. Durante gli scontri sono stati uccisi due giovani. A provocare il caos è stata la messa in stato d’accusa del Presidente eletto Vizcarra, estromesso dal Parlamento quando ha cercato di far trasformare in legge un decreto anticorruzione, che toglieva l’immunità ai parlamentari, molti dei quali indagati per tangenti. Dopo mesi di discussioni sulla legge, il Presidente Vizcarra è stato a sua volta messo sotto accusa dagli stessi parlamentari per una presunta tangente, che avrebbe incassato quando era governatore di una provincia del sud del Paese. A quel punto è stato sfiduciato con una mozione sostenuta dallo speaker della Camera Manuel Merino e votata a larga maggioranza dai parlamentari. Proprio a Merino è stato poi chiesto di assumere la carica di Presidente fino alle elezioni. A questo punto i peruviani si sono ribellati, scendendo in piazza e invocando le dimissioni di tutto il nuovo governo e chiedendo giustamente il rispetto del percorso costituzionale per arrivare alle elezioni, invece di una manovra politica di un parlamento corrotto. Sia negli Stati Uniti che in Perù, tanti cittadini hanno scelto il conflitto per difendere una democrazia che percepivano a rischio. 

Nel 2020 in piena emergenza Covid, potrebbe sembrare fuori luogo discutere sullo stato di salute delle nostre democrazie, ma a me pare invece assolutamente necessario farlo, perché intravedo un rischio globale concreto che tutti dovremmo voler scongiurare. La mia preoccupazione è quella di valutare in anticipo quali siano i rischi di un prolungato stato speciale d’emergenza per le nostre democrazie liberali. Ognuno di noi ha dimostrato di essere disposto a rinunciare ad elementi più o meno importanti delle proprie libertà individuali, per difendere quelle persone che ogni giorno lottano per la propria vita in una terapia intensiva. Cosa potrebbe succedere, tuttavia, se in una parte consistente della popolazione si sviluppasse un’indifferenza asettica nei confronti dei più deboli? Una sorta di immunità di gregge al rispetto del valore della vita umana? A me pare di scorgere i sintomi di questo cedimento ai demoni del novecento nell’atteggiamento che alcuni stanno assumendo nei confronti dei medici e degli infermieri. A febbraio erano dipinti da tutti come degli eroi. Le nostre bacheche social erano colme delle loro immagini e di messaggi di ringraziamento. Oggi loro stessi denunciano di venire isolati e in alcuni casi trattati come appestati. Per i fanatici del “Covid non esiste”, chi lo combatte in prima linea rischia di diventare il nemico ideologico numero uno. E per piacere non cerchiamo la razionalità in questi comportamenti devianti, perché non ne esiste alcuna nemmeno alla base dell’antisemitismo o del razzismo nei confronti degli immigrati. 

La vera questione risiede negli anticorpi democratici che abbiamo ereditato da chi ha sacrificato la propria vita per donarci la democrazia in cui siamo cresciuti. Mentre sono fermamente sicuro che l’umanità sconfiggerà il covid, trovando una cura e sviluppando un vaccino, perchè questa è l’eterna lotta per la sopravvivenza che l’uomo combatte periodicamente con la natura. Al contrario mi spaventa l’idea che le future generazioni possano non avere il vaccino contro i totalitarismi, quegli anticorpi naturali che portano ognuno di noi a voler difendere le proprie e le altrui libertà democratiche. Mi preoccupa in sostanza che lo stato d’emergenza oggi necessario per un bene supremo quale la difesa della vita umana, un domani non troppo lontano possa essere utilizzato per fini molto più egoistici. Per questo sono convinto che la politica, oltre che gestire l’emergenza e le conseguenze della grande crisi economica che stiamo vivendo, dovrebbe fin da ora rafforzare le regole democratiche e rendere le persone molto più consapevoli del valore dei sacrifici che stanno sostenendo. 

L’oddio è lunedì diventa anche podcast. Se vuoi ascoltarlo lo trovi su Spotyfi e sulle principali app per smartphone. A questi link trovi la puntata di oggi: SpotifySpreakerPocast Addict. 

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