Coordinatore del Partito Democratico di Roma

Oddio è lunedì #145 – i virus non si controllano, le nostre azioni si

Non parlerò molto del Coronavirus. È un argomento troppo serio per affrontarlo con le competenze del sociologo, del giornalista o del politico. Ho fiducia nel nostro Paese. Il Governo sta affrontando l’emergenza globale con una trasparenza che non mi pare di vedere negli altri Paesi. In questi mesi ci saranno sicuramente errori e ci saranno azioni corrette. Ognuno di noi sarà chiamato a fare la propria parte per noi stessi, le persone che amiamo e per la nostra comunità. Non sarà un periodo facile, ma sono convinto che ce la faremo. Non per ottimismo, ma perché siamo un popolo capace di rimboccarsi le maniche nel momento del bisogno collettivo. La cosa migliore in questi giorni sarebbe evitare l’ansia che tv e giornali tendono a creare e provare a non andare in paranoia, perché se è vero che il virus non lo possiamo controllare, le nostre azioni si. E saranno quelle a fare la differenza.

Parlando di politica, è davvero complicato cercare di giustificare i protagonisti delle polemiche sul governo di queste ultime settimane. Alcuni leader del centrosinistra sembrano perennemente affetti da un virus, ben diverso dal preoccupante Coronavirus, che li porta a ripetere sempre gli stessi errori, a distanza di anni e con attori diversi, ogni volta che si arriva alla prova di governo. Quanto mi piacerebbe un governo silenzioso, dove tutti lavorano per il Paese e nessuno se ne va in giro per televisioni o sui social per parlare di tutto, fuorché di lavoro, riduzione delle disuguaglianze, maggiore giustizia fiscale e una più equa redistribuzione della ricchezza. E invece è sempre la stessa storia. “Bla bla bla e il resto scompare” per parafrasare il testo di una canzone del Festival di Sanremo, già usata impropriamente dagli alleati di Italia Viva, per deridere le posizioni del Partito Democratico sulla prescrizione.

Quello al quale stiamo assistendo è davvero un chiacchiericcio insopportabile, che azzera il confronto sulle posizioni politiche, rende incomprensibile il dibattito pubblico, annacqua i risultati del governo e, ancora più assurdo, indebolisce sia chi le polemiche le costruisce ad arte, sia chi le subisce ed è costretto a difendersi. Da Bertinotti a Renzi c’è un sottile filo rosso che unisce questa “tafazziana” tradizione del centrosinistra italiano a farsi del male da soli. Lo dimostra il silenzio assordante di Matteo Salvini, che ha compreso bene come basti farci parlare da soli per toglierci l’unico argomento sul quale tutti sembrano concordi, ovvero la sua pericolosità per la Repubblica democratica. Tuttavia non basta questo perché un governo possa fare bene e soprattuto possa trovare il consenso degli Italiani. Se si è al governo del Paese, soprattutto quando si hanno grandi responsabilità come quelle di evitare la recessione economia ed ora ancor di più di affrontare un’emergenza sanitaria globale dalle prospettive ancora incerte, non si può passare il tempo a picconare il proprio Presidente del Consiglio o gli alleati. Non ci sono ragioni che tengano. Quando non si crede più in una maggioranza, si stacca la spina e se non ci sono alternative si restituisce la parola agli elettori. Altrimenti si lavora a testa bassa come sta facendo il Ministro dell’Economia Roberto Gualtieri, certamente il prodotto più credibile del Governo Conte.

Il 1 marzo una parte della città di Roma (Collegio Roma 1) avrà la possibilità di votare per Gualtieri ed eleggerlo il Parlamento per fargli rappresentare anche gli interessi della città in cui è nato e vissuto. Un’opportunità fondamentale per Roma, ormai abbandonata a se stessa e mal governata dalla Sindaca uscente Virginia Raggi. In questi giorni si sta aprendo il dibattito sul futuro della città e la consigliera regionale grillina Roberta Lombardi ha invocato un’alleanza fra il Pd e il M5S per amministrare la Capitale e non restituirla al centrodestra di Alemanniana memoria. Nel campo del centrosinistra alcuni dei protagonisti della coalizione si sono mossi per individuare, insieme al Pd, il percorso che ci condurrà alle primarie del prossimo autunno. Nei municipi di Roma ci sono esperienze consolidate come quelle di Sabrina Alfonsi (I municipio) e Francesca Del Bello (II Municipio) ed esperimenti affascinanti come quelli di Amedeo Ciaccheri (VIII Municipio) e Giovanni Caudo (III Municipio). C’è il gruppo democratico in consiglio comunale, che non ha mai abbassato la testa, nonostante l’esiguità dei numeri in aula Giulio Cesare. Ci sono i consiglieri di opposizione che continuano a combattere contro giunte grillini paralizzate, ma al tempo stesso abbarbicate alle poltrone e agli stipendi. Ci sono i volontari del Partito Democratico di Roma che riuniscono settimanalmente tavoli di lavoro sul programma e preparano una grande conferenza cittadina per marzo, inserita all’interno del congresso nazionale.

Di fronte al centrosinistra romano, il M5S dovrebbe avere il coraggio di un gesto di forte discontinuità di fronte al fallimento politico e personale di Virginia Raggi. Al contrario la Sindaca uscente continua a prendere in giro i romani. Non risolve nessun problema serio, ma si lancia in comizi surreali nel municipio di Ostia, per evitare che la sua maggioranza approvi gli emendamenti delle opposizioni al Pua-Piano degli arenili e inaugura fontanelle come fossero trafori o metropolitane. Siamo oltre il fondo del barile, siamo alle comiche finali. Per la stessa ragione di serietà per la quale il governo dovrebbe lavorare in silenzio e senza polemiche, così a Roma soltanto un passo indietro della Raggi potrebbe aprire un nuovo scenario politico fra forze democratiche, anti fasciste e seriamente intenzionate a rimettere al centro della propria azione politica il miglioramento della qualità della vita della Capitale.

p.s Venerdì 28 febbraio alle ore 18.30 vi segnalo questa interessante iniziativa promossa dal Partito Democratico del III Municipio che si terrà presso la sezione Pd Montesacro di Piazza Monte Baldo 8, dove il giornalista Enrico Pazzi intervisterà la giornalista Floriana Bulfon, autrice del libro “Casamonica. La storia segreta”. Oltre a me parteciperà anche il segretario municipale Filippo Maria Laguzzi. Sarà la prima di una serie di iniziative sul territorio dedicate al tema della legalità.

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