Coordinatore del Partito Democratico di Roma

Oddio è lunedì #143 – dopo l’Emilia Romagna, la battaglia si sposta con Gualtieri a Roma

In Emilia Romagna ha vinto l’Italia che in questo ultimo mese è scesa in piazza contro l’odio, la paura e le menzogne di chi vorrebbe la vittoria elettorale per conquistare il potere assoluto e non per cercare di governare al meglio il proprio Paese. In Emilia Romagna ha vinto il buon governo di Stefano Bonaccini e la coalizione di centrosinistra guidata dal Partito Democratico di Nicola Zingaretti e Roberto Gualtieri, neo candidato il prossimo 1 marzo al primo collegio di Roma per la Camera dei Deputati. Ed ha vinto ovviamente il popolo delle sardine, capace di ridare speranza a tantissime persone, giovani e meno giovani. Un mix di realtà che ha battuto l’orribile narrazione fake del “capitano” leghista, un avversario comunque sempre vivo e più cattivo che mai. Matteo Salvini pensava di poter vincere in Emilia Romagna per assestare un colpo mortale al governo Conte. Al contrario ha invece trovato sulla propria strada l’avversario dei prossimi anni, quel popolo testardo ancora in marcia, che immagina un’Italia aperta, libera dalla paura, capace di combattere per i diritti dei più deboli e di lottare per provare a ridurre le disuguaglianze.

Nel prossimo mese questa lunga battaglia si sposterà a Roma, dove i cittadini del primo Municipio e di un pezzo del secondo (Flaminio) avranno la possibilità di respingere la Lega nella capitale. Poi sarà la volta delle altre elezioni regionali. Già da oggi la testa, le gambe e il cuore sono rivolte alla battaglia di Roma, che anticiperà quella ancora più importante per le prossime comunali del 2021. Virginia Raggi questa mattina ha scritto che il M5S dovrà farsi delle domande sulla cocente sconfitta. Una delle possibili risposte è rappresentata dal malgoverno che affligge la capitale. Il M5S a Roma, dove aveva maggiori responsabilità, ha inesorabilmente fallito ed aver fatto finta di nulla ha eroso lentamente anche la credibilità della leadership nazionale di Luigi Di Maio. Le sue dimissioni, anticipate prima del voto, preannunciavano la debacle elettorale. Il M5S tuttavia ha la possibilità di riprendersi, a patto di rivoluzionare assieme al Partito Democratico l’agenda del governo. Via i decreti sicurezza, una proposta più ragionevole sulla giustizia, un pacchetto di misure economiche serie e soprattutto la capacità di ripensarsi come forza di governo alleata con il centrosinistra e in grado di sconfessare le politiche della destra leghista. Poi certo aiuterebbe una riflessione seria su Roma e sull’amministrazione della Raggi, ormai abbandonata in consiglio comunale anche dalla metà dei propri consiglieri, protagonisti di un voto contro la Sindaca sulla discarica di Monte Carnevale. Roma è ormai una città fuori controllo e le principali piazze dello spaccio della droga sono state abbandonate nelle mani dei nuovi clan criminali. Nel fine settimana mi ha impressionato l’esecuzione in piena regola, nel cuore del III Municipio al Nuovo Salario, di un pregiudicato. Un omicidio premeditato in mezzo alla strada in pieno stile mafioso. Quando chiediamo poteri speciali e fondi per la capitale del Paese, non dobbiamo dimenticare che Roma avrà bisogno anche di una presenza massiccia delle forze dell’ordine, poiché nonostante alcune sentenze, la presenza dei clan malavitosi è ancora forte e pervicace. Malgrado qualcuno metta ancora la testa sotto la sabbia e finga di non vedere che il Re è nudo ormai da tempo. 

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