Coordinatore del Partito Democratico di Roma

Oddio è lunedì #119 – su Fazio varcata linea di confine della democrazia liberale

Fabio Fazio non è il nuovo Daniele Luttazzi  per una semplice ragione: “che tempo che fa” è un programma Rai serio di approfondimento, aperto a tutte le anime culturali del Paese, garbato nei toni e soprattutto estremamente politically correct. Chiudere con tre puntate di anticipo il programma di Fabio Fazio, recentemente attaccato per il suo stipendio dal ministro dell’interno Matteo Salvini, è per questa ragione molto più grave di qualsiasi precedente editto bulgaro di Berlusconiana memoria. Non perché sia più o meno grave prendersela con la satira spinta di Satyricon o con programmi dichiaratamente schierati come quello di Michele Santoro, ma perché chiudere il programma di Fazio valica una linea di confine democratica pericolosa. La televisione pubblica di Stato ha deciso di avallare la presa di posizione del maggior azionista politico del governo giallo-verde, arrivando a boicottare uno dei propri programmi con maggiore ascolto. Una decisione che penalizza l’azienda, umilia la squadra di “Che tempo che fa”, sconforta i tanti telespettatori amanti del programma e soprattutto ferisce la libertà democratica.

In sostanza Salvini è riuscito a chiudere in anticipo una trasmissione che non condivide, senza che vi sia alcun motivo reale per farlo. È una decisione paragonabile a quella di chiudere i giornali ai tempi del fascismo. Non stupisca questo parallelismo, sopratutto in un periodo in cui formazioni palesemente fasciste come Casapound e Forza Nuova invadono le nostre piazze per manifestare contro famiglie regolarmente assegnatarie di un alloggio pubblico come a Casal Bruciato, innalzano uno striscione contro Papà Francesco in via della Conciliazione e si organizzano per impedire il convegno alla Sapienza con Mimmo Lucano. Sono violenti che cercano la provocazione e lo scontro per riportarci indietro nel passato. Per questa ragione l’unica risposta possibile è più democrazia, più libertà e la difesa dei valori dell’Unione Europea.

Fra due settimane si voterà per il Parlamento Europeo. Sarà un voto fondamentale per il futuro di ognuno di noi. Il governo composto da Lega e M5S vuole distruggere quell’Europa che ha consentito tanti anni di pace. Vogliono tornare agli individualismi degli Stati nazionali e delle monete che vengono caricate sulle carriole. Sono incapaci di far contare l’Italia sullo scacchiere internazionale e sui tavoli europei e per questa ragione vogliono condannarci all’isolamento. Per rispondere a questa nuova forma di fascismo è indispensabile andare a votare. Ha ragione Nicola Zingaretti quando dice che l’unica alternativa alla destra leghista è il Partito Democratico e non certo i loro alleati di governo del M5S. Il Pd si sta rinnovando ed ha costruito nelle proprie liste una proposta politica unitaria capace di tenere assieme le visioni di Pisapia e Calenda, Gualtieri e Bonafè. Il Partito Democratico ha oggi bisogno dell’aiuto di ogni persona libera che voglia combattere per i diritti dei più deboli. Ed ognuno di noi ha bisogno di un movimento politico forte, capace di difendere quanto abbiamo faticosamente conquistato in questi decenni di democrazia liberale. 

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