Assessore alla scuola, al bilancio, alla trasparenza e alla partecipazione del III municipio di Roma

Oddio è lunedì #76 – la difesa della Costituzione è una chiamata che ci coinvolge tutti

Giovedì scorso avevo scritto come la candidatura del Presidente incaricato Giuseppe Conte rappresentasse una finzione, utile al M5S e alla Lega per bruciare un tizio qualsiasi al posto dei propri leader Luigi Di Maio e Matteo Salvini. Avevo insomma paragonato Conte ad una Raggi qualsiasi. L’esito di queste ore ha confermato in pieno quei sospetti. Quanto accaduto è di una gravità senza precedenti, perchè i responsabili del fallimento del governo giallo-verde stanno tentando di scaricare sul Capo dello Stato le proprie incapacità. Sergio Mattarella, nel pieno rispetto della Costituzione, ha spiegato agli italiani come al Ministero dell’Economia non potesse andarci un fautore dell’uscita dell’Italia dall’euro. Una soluzione che avrebbe avuto come risultato un disastro economico, a danno dei cittadini più deboli. Se davvero Lega e M5S avessero voluto governare, avrebbero potuto semplicemente sostituire un Ministro, come è gia accaduto nel recente passato. Al contrario Matteo Salvini non ha accettato nessun altro nome per quel ruolo, atteggiandosi a padrone di quello che non è suo, semplicemente perchè di tutti. Sull’argomento condivido quanto scritto sull’Espresso da Marco Damilano (clicca qui). La verità molto spesso è più semplice di quello che sembra. Salvini e Di Maio sono sempre stati consapevoli di come le promesse contenute nel loro programma comune fossero irrealizzabili. Hanno quindi deciso di ribaltare il tavolo per andare alle elezioni. Lo hanno fatto decidendo di scatenare con un freddo calcolo una grave crisi istituzionale, arrivando ad annunciare la richiesta di messa in stato d’accusa del Presidente della Repubblica. Di fronte a queste parole eversive è evidente come serva nel Paese una diga politica, la più ampia possibile, che si ponga a difesa della Costituzione Repubblicana e della democrazia parlamentare. Si tratta di una chiamata che ci coinvolge tutti, perchè ci obbliga direttamente a scegliere di schierarci o meno a difesa della nostra Costituzione e di conseguenza della democrazia.

In queste ultime ore sui social si respira un clima eversivo, alimentato dalle dichiarazioni irresponsabili dei leader delle forze populiste della destra, compresa quella Giorgia Meloni, fino a ieri strumentalmente contraria alla formazione del governo. Un clima che avvelena la campagna elettorale nei municipi di Roma in cui si vota. La scorsa notte in III municipio la sezione del Partito Democratico di Talenti di via Giovanni Verga è stata vandalizzata, con scritte inneggianti al fascismo, croci celtiche, svastiche ed insulti ai militanti democratici. La comunità del Partito Democratico di Roma ha espresso la propria solidarietà agli iscritti della sezione. A questi fascistelli che agiscono con il favore delle tenebre è giusto ricordare come intimidazioni di questo tipo non ci abbiano mai spaventato, fornendoci al contrario l’energia per moltiplicare gli sforzi e dare al territorio l’amministrazione che merita.

Le buche di Roma hanno fermato anche il Giro d’Italia di ciclismo. Le stesse buche che Matteo Salvini non riusciva proprio a vedere e che Virginia Raggi ignora quotidianamente. Al contrario la Sindaca in questi due anni ha abbassato fino a 30 km orari i limiti di velocità in moltissime strade, così da ridurre le proprie responsabilità nei confronti dei tanti automobilisti che ogni giorno forano i pneumatici delle proprie auto o subiscono incidenti a causa delle voragini sulle strade. E’ necessario dirci la verità. La vergogna del Giro d’Italia costretto a neutralizzare l’ultima tappa, per garantire la sicurezza dei corridori a causa delle buche, provocherebbe in ogni parte del mondo le immediate dimissioni di qualsiasi politico. Una regola che non vale per lei, Virginia Raggi. Per la Sindaca e per i suoi amici grillini è sempre tutto bello, bello, bellissimo.

Oltre alle buche per le strade e ai rifiuti lasciati a concimare all’aria aperta, i nostri parchi stanno tornando ad essere delle giungle. Per questa ragione nel fine settimana sono tornate le magliette gialle dei volontari democratici, che in molti municipi hanno lavorato per sfalciare e pulire aree verdi, così da poterle riconsegnare alla fruizione dei cittadini nelle belle giornate estive. Ci sono quelli che scrivono in maniera autoreferenziale sui social e le persone che scendono per la strada per migliorare la nostra città. Sono state numerose le aree sulle quali si è intervenuti, dal Parco di Largo Marliana (III Municipio) a quello di Monte del Grano (VII), dall’area verde di Piazza del Caravaggio (VIII) ai giardini di Largo Benenson (IX). Interventi anche per l’aiuola spartitraffico tra via Aurelia angolo via di Porta Cavalleggeri (XIII), per l’area verde di viale Giotto angolo via Guerrieri (I) e per la scalinata di via Licinio Calvo (XIV). L’elenco è doveroso, perchè in passato è già capitato che i grillini si prendessero il merito per gli interventi realizzati dai volontari.

Oltre ad essere totalmente incapaci, infatti, i grillini sono anche dei mentitori seriali. Come il capogruppo del M5S in Campidoglio che questa settimana ha pensato di scrivere un bel post sui social, millantando la realizzazione di strisce pedonali luminose a San Giovanni. Peccato che la fotografia allegata al post per dimostrare la bontà dell’iniziativa fosse in realtà di una città della Spagna. Insomma una bella notizia, se non si fosse scoperto come in realtà si trattasse della solita fake news grillina.

Questa settimana ci sono state numerose iniziative di campagna elettorale in III ed VIII Municipio. Venerdì, insieme con il Presidente del Partito Democratico Matteo Orfini, ho partecipato alla presentazione dei candidati democratici in VIII Municipio Luca Gasperini ed Immacolata Giuliani. Sabato sono stato al mercato di Serpentara, in uno dei dieci gazebo promossi dalla coalizione progressista, che in III Municipio sostiene la candidatura a Presidente di Giovanni Caudo. Sempre nel fine settimana sono stato, assieme ai volontari dell’VIII municipio, alla pulizia dell’area verde di Piazza del Caravaggio, mentre la domenica, insieme al segretario romano del Pd Andrea Casu, abbiamo dato una mano ai volontari del III a Largo Marliana. In particolare in questi due municipi il 10 giugno si tornerà al voto. Il nostro compito è informare più cittadini possibili dell’opportunità di poter eleggere un’amministrazione capace ed efficiente.

Ad inizio settimana, inoltre, si è celebrato il direttivo democratico del II municipio, che ha finalmente eletto il proprio segretario municipale. Voglio fare gli auguri di buon lavoro al neo segretario Guido Laj e a tutti coloro che si sono impegnati per far funzionare il partito di zona, che contribuirà all’azione politica dell’amministrazione municipale a guida democratica. I quindici municipi hanno finalmente quindici segretari. Adesso di conseguenza la direzione romana del Partito Democratico potrà avviare la propria discussione sulla forma organizzativa del partito e sul ruolo delle sezioni territoriali. Una riforma che attendiamo da troppo tempo e che consentirà, insieme con lo strumento del referendum, di rendere gli iscritti più partecipi nella scelte politiche del partito. La militanza politica tornerà di moda, ne sono assolutamente convinto.

p.s. almeno una volta nella vita siamo stati tutti Karius, il portiere del Liverpool che con i suoi errori ha spianato la strada al Real Madrid verso la vittoria della sua tredicesima Champions League, la terza di fila. Probabilmente ci è capitato senza un miliardo di persone a guardarci in diretta televisiva, eppure la solitudine di un uomo, inginocchiato con la testa tra le mani che piange disperato davanti alla porta della disfatta, non può che scatenare un sentimento di identificazione con le debolezze e le fragilità che ognuno di noi si porta dietro. Tutti almeno una volta abbiamo fallito un obiettivo e deluso chi credeva in noi. Accettare la sconfitta come componente naturale della vita rappresenta il primo passo verso la consapevolezza, che dopo ogni caduta sia possibile rialzarsi più forti di prima. 

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