Assessore alla scuola, al bilancio, alla trasparenza e alla partecipazione del III municipio di Roma

Oddio è lunedì #35 – il M5S a Roma non ci capisce più un tubo

C’è una storia che racconta davvero bene la differenza fra la politica e il populismo. E’ quella che viene dagli Stati Uniti d’America, dove nelle scorse ore il Senato americano ha affondato anche l’ultima versione della riforma sanitaria repubblicana per abolire l’Obamacare. Per il 49 a 51 finale, il voto decisivo è stato del senatore John McCain, qualche giorno prima fondamentale per riaprire il dibattitto della legge al Senato e poi decisivo per condannare il Presidente Trump ad una delle debacle peggiori dalla sua elezione. Lo scorso anno Trump aveva detto che McCain non era un eroe, perchè a lui “piacevano quelli che non si erano fatti catturare in Vietnam“. Quelli come lui, insomma, riformati dalla leva per un problema al tallone. Nelle ultime 48 ore, tuttavia, il presidente Usa aveva prima cambiato opinione, definendo McCain un “eroe“, quando il suo voto gli aveva fatto comodo, per poi declassarlo nuovamente a “delusione“, quando la sua contrarietà ha consentito di abortire la versione “skinny” della riforma repubblicana.

Il senatore McCain è un ottantenne tosto, sempre piuttosto indipendente. Uno che in senato si è presentato con la cicatrice ancora ben visibile sul sopracciglio per l’intervento al cervello di due settimane fa. Ha votato contro la riforma ed invitato i repubblicani a trattare con i democratici, perchè la sanità non si decide allineati per partito, ma per il bene degli americani. Sta tutta qui la differenza fra un populista e un politico. Un populista insegue soltanto la propria idea. Un politico può votare favorevolmente per riaprire la discussione in senato, ma poi può mandarti sotto tutte le volte, se ritiene che l’alternativa proposta è peggiore di quella esistente. Un populista è quello che pensa spasmodicamente al prossimo twett, con il quale prendere tempo e in giro i cittadini. Un politico, invece, è quello che cerca di agire per il bene collettivo, perchè è consapevole che sarà giudicato per le conseguenze delle proprie azioni.

E’ un concetto semplice che tuttavia in Italia stenta ancora ad essere adeguatamente compreso. Prendiamo ad esempio una delle questioni più importanti che hanno tenuto banco questa settimana. Durante la più grave crisi idrica degli ultimi decenni a Roma, mentre il governatore del Lazio Nicola Zingaretti incontrava i vertici di Acea per trovare delle soluzioni che scongiurasssero i razionamenti dell’acqua, il Sindaco di Roma Virginia Raggi, azionista di maggioranza di Acea, se ne stava in un teatro a brindare con il proprio leader Beppe Grillo. In tanti si sono chiesti cosa ci trovassero da festeggiare. Personalmente credo che la risposta sia abbastanza scontata. Raggi e Grillo festeggiano la gestione del potere nella capitale. I populisti sono così, non si curano del futuro e di quello che la storia dirà di loro. Sono già consapevoli che la storia non li ricorderà e li relegherà nello stesso spazio occupato qualche tempo addietro dal partito dell’uomo qualunque di Giannini. I populisti non hanno bisogno di risolvere davvero i problemi, perchè sanno che non saranno giudicati sul proprio operato. I vari Raggi, Di Maio e Di Battista saranno presto sostituiti da tizio, caio e sempronio, che saranno sicuramente migliori di loro per il solo fatto di essere “nuovi“. Questa è la trappola del populismo e la formula di chi getta discredito sulla politica.

Oggi ci ritroviamo con una Sindaca che è ormai arrivata al capolinea, e non soltanto perchè non si era mai visto un direttore generale di Atac denunciare sui social gravi ingerenze nella gestione dell’azienda dei trasporti pubblici della capitale, ma soprattutto perchè i romani osservano attoniti questo continuo scarica barile. Con tutti gli assessori, consiglieri e collaboratori arrestati, dimissionari e cacciati dall’amministrazione del M5S qualcuno ha avuto la brillante idea di mettere in piedi una bella squadra di calcio con Raffaele Marra allenatore. D’altronde Virginia non sbaglia mai, sono sempre gli altri che non capiscono le sue parole e non seguono le sue indicazioni. Certo per l’Organo di revisione economico-finanziaria il bilancio appena approvato continua ad essere instabile, ma sono certamente questi burocrati a non comprendere la grandezza della rivoluzione pentastellata. Dopo aver cercato nei primi mesi il fantasma del campidoglio (clicca qui), l’unico spettro che ormai sembra aggirarsi per palazzo senatorio è proprio la Sindaca, che questa settimana ha trovato anche il modo di dare buca ai 120 sindaci della città metropolitana, venuti a Roma per incontrarla.

La rivoluzione del M5S è ormai sotto gli occhi di tutti: rimanere immobili e assenti, così da non incappare in qualche ulteriore avviso di garanzia. Meglio celebrare la precaria ordinaria amministrazione. Una buca tappata diventa così un evento, un’aiuola pulita il primo passo verso la rinascita, un albero potato il segno che tutto è cambiato. Lo ha scritto bene la giornalista Mara Azzarelli in un suo recente articolo (clicca qui), domandandosi se falciare un prato fosse davvero una notizia e se Roma non meriti di tornare a sognare in grande. Per i populisti vale quanto scritto da William Shakespeare nel Re Lear: “sciagurati quei tempi in cui i matti guidano i ciechi“. Fin qui le gravi responsabilità dei populisti, ma è ovvio che ci sono grandi responsabilità della politica se siamo arrivati a questo punto.

A commento del mio articolo della scorsa settimana, Antonio mi scrive una cosa verissima (clicca qui): “i politici preferiscono parlare, i giornalisti preferiscono scrivere ed i dati veri diventano secondari. Impariamo invece a sintetizzare il problema: partiamo sempre da una tabella excel“. Non credo di esserne capace da solo, ma deve essere proprio questa la forza della buona politica, quella di coinvolgere più energie possibili ed usare approcci diversi rispetto al passato. Fornire i risultati, positivi o negativi, di un’azione politica non dovrebbe essere definita propaganda, ma semplice prassi, in grado di aiutare i cittadini a farsi una corretta opinione sulle politiche intraprese. Può essere uno strumento utile per riapire gli occhi di chi li ha chiusi per disperazione. Questo compito spetta al Partito Democratico, che è la prima forza d’opposizione in città e che governa il Paese. Abbiamo lavorato per costruire una nuova classe politica, in grado di contrastare le politiche sbagliate del M5S e delle destre, ma soprattutto consapevole di dover elaborare proposte politiche credibili per uscire dalla crisi in cui la città è sprofondata.

Su Atac il Pd è stato il primo a muoversi. Il gruppo capitolino ha chiesto ufficialmente un consiglio straordinario, mentre la direzione romana del partito ha già avviato un tavolo di lavoro ai massimi livelli per costruire una proposta politica, che sarà sottoposta al parere preventivo degli iscritti e presentata a settembre ai cittadini. Nel rispetto di tutti coloro che sono impegnati individualmente nella raccolta firme per il referendum, il Pd ha scelto di presentare la propria proposta per rilanciare il trasporto pubblico locale, cercando di coniugare l’incremento della qualità del servizio, il miglioramento delle condizioni di lavoro e la difesa dei livelli occupazionali.

Sulla gestione dei rifiuti ci sono gli stessi problemi. Giovedì al consiglio straordinario in VI municipio sul TMB di Rocca Cencia non si è presentato nessuno dell’amministrazione capitolina. Fanno lo stesso in III municipio dove il TMB Salario, che rende insopportabile la vita dei residenti, non è più un problema per il M5S. La presidente del III municipio Roberta Capoccioni è impegnata a farsi fotografare nell’atto di spegnere un incendio con un tubo… (clicca qui), mentre l’assessore all’ambiente, un tempo sempre molto incalzante con gli amministratori, adesso alza le mani e dice di poter solo “girare” le segnalazioni dei cittadini agli uffici competenti. Paghiamo lo stipendio a dei passa e-mail, questa è la cruda verità. Il tutto mentre si moltiplicano gli incendi di origine spesso dolosa. Ieri quello al Nuovo Salario ha davvero messo in ansia i residenti, con il fumo che ha invaso le case e le fiamme che hanno lambito gli appartamenti. Non è bastato il tubo della Capoccioni, c’è voluto l’intervento massiccio degli elicotteri e di diverse squadre dei vigili del fuoco.

In III municipio dopo aver eletto Paola Ilari quale segretaria del Partito Democratico, si è anche insediata la squadra che guiderà e sosterrà l’azione dei consiglieri municipali. Sono 4 donne e 4 uomini. Pinuccia Giuseppina Cazzaniga (beni comuni, servizi e trasporti), Fabio Cerritelli (periferie), Elena De Sanctis Gentili (welfare), Filippo Maria Laguzzi (attività produttive, commercio, lavoro e sviluppo), Marzia Maccaroni (scuola, sport e cultura), Romolo Moriconi (partecipazione), Biancamaria Rizzo (rigenerazione urbana e ambiente) e Giovanni Verardi (programma e relazione con le istituzioni). A loro si aggiungono il responsabile dei giovani Gregorio Buzzelli e le coordinatrice dei circoli Maria Teresa Maccarrone (Nuovo Salario), Roberta Leoncini (Talenti) e Luisa Palumbo (Montesacro). Sono persone che conosco bene e a cui sono legato da stima ed affetto. Darò loro tutto il mio aiuto per contribuire alla proposta politica democratica per il nostro territorio.

p.s. oggi è il mio compleanno e vi ringrazio per i tanti auguri che sto ricevendo sui social, per sms e telefono. E’ sempre una manifestazione d’affetto che mi travolge.

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