Assessore alla scuola, al bilancio, alla trasparenza e alla partecipazione del III municipio di Roma

Oddio è lunedì #21 – fidatevi, vi farò crepare dal ridere

Soffiano venti di guerra fra Stati Uniti e Russia. L’attacco di Donald Trump alla Siria potrebbe nuovamente aver spostato a due minuti prima della mezzanotte le lancette del “Doomsday Clock“, il metaforico orologio che misura il pericolo di una ipotetica fine del mondo, dovuta alle conseguenze di una guerra globale. Lo strumento di misurazione simbolica sulla gravità delle crisi mondiali è stato ideato dagli scienziati dell’Università di Chicago nel 1947 ed ha conosciuto la sua massima fama durante gli anni della guerra fredda. Dopo l’elezione di Donald Trump le lancette si sono fermate alle 23.57 e 30 secondi. L’aggravarsi della situazione in Siria e la recrudiscenza del terrorismo in Svezia ed Egitto, tuttavia, fanno presagire scenari ancora più cupi. Gli Stati Uniti hanno eletto Presidente Trump, che a me ricorda molto quel militare americano a cavallo di una bomba atomica appena sganciata da un bombardiere, reso celebre dal film di Stanley KubrickIl dottor Stranamore“. Uno di quei film che i leader del pianeta dovrebbero rivedere ciclicamente, prima di assumere decisioni pericolose per il mondo. Il vero problema è che bisogna evitare che lo scenario si polarizzi intorno a Trump e Putin. Serve l’Europa, quella che fa tanto schifo ai populisti anche nostrani e che è l’unico soggetto politico in grado di guidare un negoziato difficilissimo in grado di stabilizzare la situazione internazionale. Papa Francesco va denunciando già da molto tempo come fossimo sull’orlo del precipizio. Sta a noi europei difendere il nostro modello di vita e di civiltà. Per questa ragione, invece di dividerci in sostenitori o tifosi di Trump o Putin, dovremmo tutti tornare a sentirci europei e custodi dei valori di pace e democrazia. Su questo siamo più avanti dei capi populisti, grazie a chi ci ha lasciato in eredità la visione politica dell’Unione Europea.

E’ per questa ragione che ieri ho davvero apprezzato l’intervento di Matteo Renzi alla convenzione nazionale del Partito Democratico (clicca qui). Il candidato alla segreteria del Pd ha mostrato l’orizzonte che ci divide dai populisti, che in Italia si chiamano Cinque Stelle. Loro scelgono i propri leader per via dinastica: figli, mariti, mogli e parenti. Il Pd lo fa con le primarie. Prima differenza: dinastia versus democrazia. Loro sono per la paura e i complotti, noi per la scienza e il merito. Seconda differenza: paura versus scienza. Infine loro ci vorrebbero tutti dipendenti dall’assistenzialismo e dai sussidi di Stato, mentre per noi la Repubblica deve fondarsi sulle opportunità di lavoro. A proposito della bufala sul reddito di cittadinanza, vi segnalo questo video di Enrico Pazzi (clicca qui). Terza differenza quindi: assistenzialismo contro lavoro. Su questi tre temi si segna la distanza siderale fra due mondi incompatibili. Fra chi vede nel futuro e nell’innovazione tecnologica nuove opportunità e chi invece teme sempre di perdere qualcosa e preferisce rifugiarsi nel complottismo e nel disfattismo. Voglio aggiungere un’altra differenza che mi pare fondamentale. Noi non siamo quelli che si devono fidare per forza del proprio leader, anzi siamo quelli che ai nostri leader facciamo le pulci. A volte sfiorando anche il tafazzismo. Siamo critici, insieme ma diversi. E’ un bene, perchè quando ti fidi di uno come Grillo, che oltre ad essere un pregiudicato è pure ignorante di diritto, ti capita che il tribunale dia ragione alla candidata di Genova Marika Cassimatis, dicendo che il capo comico ha violato il suo stesso Statuto. Grillo è così: fidatevi, vi farò crepare dal ridere.

Il 30 aprile voterò alle primarie per Matteo Renzi, perchè ritengo sia il miglior interprete politico del nostro tempo ed insieme con lui sceglierò una classe politica rinnovata, in grado di sostenere l’azione di governo di cui il Paese ha bisogno. Come Partito Democratico non facciamo politica soltanto per testimoniare, vogliamo farla per continuare a cambiare l’Italia con le riforme e le leggi che attendiamo da decenni. Per sapere come votare alle primarie c’è il sito. Qui è possibile trovare il seggio più vicino dove poter votare domenica 30 aprile dalle 8.00 alle 20.00. Per votare sarà necessario avere la propria tessera elettorale, un documento d’identità e due euro. Se invece domenica ci trovassimo in una città diversa da quella in cui risiediamo, sarà obbligatorio registrarsi a questo link per poter votare. Stessa procedura che dovranno seguire anche i ragazzi minorenni, che abbiano compiuto i sedici anni. Le primarie sono una festa di democrazia. Il Partito Democratico le fa davvero e non si nasconde dietro l’algoritmo di un computer.

Per chi fosse interessato ai numeri, la prima fase del congresso, quella dedicata agli iscritti dei circoli, si è conclusa con una vittoria netta di Matteo Renzi che ha ottenuto il 66,73% dei consensi, seguito da Andrea Orlando (25,26%) e Michele Emiliano (8,01%). Anche a Roma Matteo Renzi ha ottenuto un ottimo risultato con il 62,33% dei voti. In III municipio, poi, il risultato è stato persino migliore della media romana con il 63,2%, con picchi esaltanti nei circoli di Giovanna Marturano (Nuovo Salario) e Talenti. Alla convenzione provinciale sono stati eletti: Roberta Leoncini, Filippo Maria Laguzzi, Pinuccia Cazzaniga, Fabio Cerritelli, Maria Teresa Ellul, Luca Monaco, Fabio Lazzaroni, Marta Fasola, Elena Squicciarini e Lorenzo Romani. Alla convenzione nazionale, invece, per il III municipio c’è stata Marzia Maccaroni. Nei prossimi giorni sono in programma numerose iniziative per discutere del programma politico che il Partito Democratico proporrà al Paese alle prossime elezioni politiche.

Per Roma saranno occasioni importanti per continuare a costruire l’alternativa al M5S di Virginia Raggi. Il movimento di Grillo a Roma si trova sulla difensiva. Sui rifiuti non sa più cosa fare e ormai la Sindaca spera che arrivi un commissario che la possa salvare. Il tutto mentre nei parchi giochi della città pascolano indisturbati persino i cinghiali. I lavori pubblici sono completamente fermi ed infatti le strade sono ormai un colabrodo. Tanto che la Raggi ha disposto provvedimenti assurdi, come i limiti di velocità a 30 km sulla via Salaria e a 50 km sulla Cristoforo Colombo. Decisioni che servono soltanto a fare cassa sulla pelle dei cittadini, che già da Pasqua cominceranno a ricevere le prime multe comminate dagli autovelox mobili. Una vergogna senza precedenti. Insieme alla consigliera del III municipio Francesca Leoncini abbiamo presentato un atto per chiedere l’annullamento del limite assurdo su via Salaria, sul quale vi segnalo questo articolo di Repubblica (clicca qui). Stiamo aspettando di poterlo discutere, magari quando la presidente del municipio Roberta Capoccioni la smetterà di perdere tempo, chiedendo l’espulsione della consigliera pentastellata Francesca Burri. Per chi fosse interessato a leggere di una grillina che dà della fascista ad un’altra può approfondire su Repubblica (clicca qui).

E’ un’amministrazione incapace ed inadeguata che sta producendo molti danni alla città. Una città che comincia a risvegliarsi e a protestare in Campidoglio. Questa settimana ad occupare pacificamente la piazza del Campidoglio sono state le famiglie e i lavoratori dei nidi convenzionati di Roma. La Giunta Raggi vuole smantellare un servizio di qualità che si regge sull’equilibrio tra pubblico e privato convenzionato. Un servizio per le bambine e i bambini di Roma che è da anni il fiore all’occhiello della nostra città. Insomma la Raggi smantella i servizi che funzionano, nel tentativo di regalare prebende ad amici e collaboratori, salvo scaricarli quando magari vengono arrestati. Il movimento nuovo di Grillo e Casaleggio mette i brividi per quanto non appare interessato a risolvere i problemi dei cittadini.

La settimana scorsa, insieme ad Immacolata Giuliani, abbiamo promosso un convegno davvero interessante sulle scienze forensi. Decine di professionisti del settore sono intervenuti presso la sala Mechelli del Consiglio regionale del Lazio per discutere su temi di grande rilevanza quali la giustizia, la democrazia e il riconoscimento dell’uguaglianza di diritti e doveri. La modernità ci mette nelle condizioni di avere degli strumenti che ci consentano di ridurre l’errore, di distinguere meglio il vero e il verisimile da ciò che è falso. Questi strumenti tecnici si rivelano pezzi insostituibili dell’apparato democratico, che si trova al servizio della giustizia. Sono stati due giorni di dibattito per porre l’attenzione sulla parte pratica delle azioni volte alla risoluzione degli atti criminali. Al convegno ha partecipato anche la giornalista Federica Sciarelli di “Chi l’ha visto”, che insieme all’associazione Penelope, ha avanzato la proposta di un osservatorio del Lazio per le persone scomparse. Una questione importante di cui continueremo ad occuparci anche come forum legalità del Partito Democratico di Roma.

Anche quest’anno continua l’esperienza di volontariato del team di basket Seross Special Olympics del III municipio di Roma. Dopo la collaborazione lo scorso anno con la polisportiva Vico, il Team Seross quest’anno, grazie alla collaborazione con la Sam Basket, si allena tutti i sabato dalle ore 10.00 alle ore 12.00 presso l’impianto sportivo del Liceo Sportivo Pacinotti. Chi fosse interessato può contattare l’associazione Seross o seguire questi ragazzi sulla loro pagina fb (clicca qui).

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