Assessore alla scuola, al bilancio, alla trasparenza e alla partecipazione del III municipio di Roma

Oddio è lunedì #16

giustiziaL’Italia è quello strano Paese nel quale uno stupro può finire in prescrizione, perchè il processo dura per vent’anni e dove un cinquantenne di Taranto, entrato in carcere quando ne aveva trenta, finisca assolto dalla corte d’appello di Catanzaro per non aver commesso l’omicidio per il quale era stato ingiustamente condannato. E’ quel Paese nel quale si viene accusato di voler imbavagliare la magistratura, quando si tenta di riformare la giustizia e dove si sbraita contro una presunta limitazione alla libertà di parola, quando si chiede di regolamentare i social network, sempre più una cloaca dove è possibile insultare e denigrare il prossimo, senza la possibilità di denunciare e vedere difesa la propria onorabilità. Sono le conseguenze del villaggio globale, che obbligano la politica a trovare soluzioni rapide, che rendano più moderno e veloce il diritto, unica vera tutela per i più deboli.

dalema-occhettoAlla trasmissione “Che tempo che fa“, Matteo Renzi ha sgomberato il campo sul destino del governo. Si voterà nel 2018 al termine della legislatura ed ha aggiunto “se Gentiloni vorrà votare prima lo deciderà lui“. Le ragioni di una crisi di governo non sembrano imminenti, tuttavia i nuovi gruppi parlamentari dei transfughi democratici di D’Alema e Bersani giocheranno un ruolo decisivo sul futuro del governo, che vivrà della contrapposizione politica fra questa formazione e il nuovo centro-destra di Angelino Alfano. La “nuova sinistra” si presenta ai cittadini facendo parte di un governo di larghe intese con il nuovo centro destra di Angelino Alfano. Insomma si cambia il nome e il simbolo, ma politicamente si rimane ben saldi sulle poltrone. A fare questo sono davvero i numeri uno. Non ci volevano le parole di Walter Veltroni con Eugenio Scalfari e di Matteo Renzi con Fabio Fazio, per comprendere la strategia di Massimo D’Alema, l’autore e il regista della diaspora. Più utili, in verità, mi sembrano le parole di questi giorni pronunciate da Achille Occhetto, l’ultimo segretario del Partito Comunista e protagonista della svolta, che ha ricordato come D’Alema abbia da sempre svolto una funzione di guastatore dei processi unitari del centro sinistra. E’ una certezza che ormai abbiamo tutti. Anche i tantissimi che in queste settimane si stanno venendo ad iscrivere al Partito Democratico per la prima volta. Nessun contemporaneo può davvero rimpiangere il passato. Soprattutto nessuno può dire seriamente che quanto fatto in passato abbia prodotto risultati apprezzabili. Teorizzare come fa qualcuno che le dimissioni da segretario del Pd di Walter Veltroni e Pierluigi Bersani furono un atto di generosità, vuol dire non avere ancora compreso come quegli atti, seppur compiuti in buona fede, siano stati entrambi sbagliati, poichè ci hanno comunque portato alla situazione attuale. Non si uccide il leader alla prima difficoltà. Non si costruisce un partito, impedendo agli altri di poter esprimere la propria linea politica o peggio di potersi candidare per vederla promossa o bocciata in un congresso. Chi decide di andarsene, ha sempre e comunque torto. In questo caso, ancora di più, perchè ha direttamente contribuito alle difficoltà dell’unico soggetto politico, in grado di ergersi a baluardo contro i populismi.

tessera-pdPer questa ragione è molto importante partecipare al congresso nazionale del Partito Democratico. Il 30 aprile prossimo, dalle ore 8 alle 20, ci saranno le primarie, aperte a tutti i cittadini, per eleggere il segretario del Partito Democratico. Molto probabilmente il nuovo segretario sarà anche il candidato premier alle prossime elezioni politiche. Prima di questa data, ci sarà una fase congressuale interna al partito, dedicata soltanto agli iscritti, che si svolgerà fra il 20 marzo e il 2 aprile. Per potersi iscrivere c’è tempo fino a domani 28 febbraio. Per partecipare alla primarie, invece, sarà sufficiente recarsi ai seggi e ai gazebo domenica 30 aprile.

ippodromoIl mio amico Massimo mi esorta a scrivere dello stadio della Roma. Lo faccio mal volentieri in realtà, perchè se ne sta parlando troppo, rischiando di mettere in secondo piano le questioni più importanti che creano disagi ai romani. Tuttavia mi rendo conto che è un tema di cui si discute moltissimo in città e nelle talk radio calcistiche romane. Quindi cerco di farla il più semplice possibile, perchè il tema è davvero molto complesso. Esiste una legge nazionale sugli stadi che consente alle società sportive di poter costruire nuovi impianti, mediante il recupero di impianti già esistenti. Questo è il motivo principale per cui è stato scelto il rudere dell’ex ippodromo di Tor di Valle (clicca qui). Nel recente passato, in seguito ad una lunga trattavia fra la A.S. Roma, il costruttore Luca Parnasi e l’ex Sindaco di Roma Ignazio Marino, si è arrivati ad un progetto definitivo, approvato per la sua pubblica utilità dall’allora consiglio comunale. La trattativa riguardava soprattutto le opere pubbliche che l’intero progetto avrebbe garantito alla città. E’ importante ricordare che il M5S, quando sedeva fra i banchi dell’opposizione, si schierò contro il progetto. Quando ancora “uno valeva uno” e i programmi del movimento li scrivevano gli attivisti seduti ai tavoli tematici, lo Stadio non si sarebbe dovuto fare in quel luogo. Rischio esondazione, vincoli ambientali ed una eccessiva speculazione edilizia. Un mantra ripetuto anche nei giorni scorsi da Beppe Grillo, mentre saliva la scalinata del Campidoglio.

grillo-scalaPoi nella notte di giovedì scorso è accaduto qualcosa. Qualcosa di molto inquitante. Prima è arrivata la scomunica dell’architetto romano Francesco Sanvitto e del tavolo urbanistica composto dai militanti pentestellati, non più titolati a parlare a nome del M5S (clicca qui). Poi venerdì mattina, nella giornata cruciale per il destino dello Stadio, un malore improvviso ha costretto in ospedale la Sindaca Virginia Raggi, mettendola fuori dai giochi per molte e decisive ore. Nulla di grave per la Sindaca, fortuntamente, che in tarda serata ha pututo così annunciare con massimo gaudio la nascita di un nuovo progetto, che ha messo tutti d’accordo: Pallotta, Parnasi e la stessa Raggi. Un progetto, che potremo discutere nel dettaglio nei prossimi giorni, ma che dalle anticipazioni alla stampa sembra prevedere un taglio delle cubature, con conseguente taglio delle opere pubbliche previste per la città. Insomma lo Stadio si costruirà, ma come ci arriveremo sarà magari un problema da lasciare in eredità al prossimo Sindaco di Roma. La storia mi sembra tutta qui. Lascio ai grillini le teorie cospirazioniste e i retroscena complottisti, che sono certo non tarderanno ad inondare la rete. Per quanto mi riguarda è giusto che gli stadi si costruiscano. Sia quello della Roma, che aspetta da molti anni, che quello della Lazio in programma nel prossimo futuro. Mi auguro che entrambi si possano fare con la stessa serietà con cui si è realizzato lo Juventus Stadium. Se si vuole vincere a Roma, bisogna cominciare ad avere stile.

tassisti-protestaLa settimana scorsa è stata anche quella del blocco della città, abbandonata e lasciata nelle mani degli estremisti di destra, delle lobby che sospendendo un servizio pubblico essenziale e dei violenti che assaltano il Nazareno. Una città in mano agli amici e ai parenti dei grillini, ai quali vengono raddoppiati stipendi e regalati assessorati. Il Sindaco, ormai orfano della metà dei componenti della propria giunta e con una maggioranza grillina in fibrillazione in Campidoglio, invece di tutelare i diritti di tutti i romani, è scesa in piazza per strumentalizzare le proteste di chi ha mandato il tilt la città con cori da stadio e bombe carta. Il M5S sta ormai scivolando nel favoreggiamento dell’illegalità, per questa ragione ho suggerito alla Raggi di salire su qualche tetto, magari stavolta con un megafono, così da chiarire ai cittadini romani se intende governare Roma o continuare a ballare fra le proteste.

sitoAnche perchè la soap opera #Raggiro non ci consente di parlare dei tanti problemi della città. Uno dei tanti è quello che ho denunciato la settimana scorsa. Da più parti, infatti, mi sono giunte segnalazioni circa il disservizio riguardante l’organizzazione dell’ufficio condono edilizio di via di Decima. Il sito internet dell’ufficio, gestito da Risorse per Roma, non consente di poter prenotare appuntamenti per il ritiro delle concessioni e per le visure tecniche, essendo tutti gli orari sempre occupati. Una gestione troppo discrezionale dell’ufficio non favorisce certo la trasparenza di cui si avrebbe assoluto bisogno. Il sito consente di poter prendere appuntamento soltanto per il mese in corso e per la fascia oraria della mattina. Tuttavia gli orari sono sempre tutti rigorosamente occupati. La conseguenza è che ci sono centinaia di professionisti che non possono concludere il lavoro per i propri clienti. Una gestione inefficente, che non è soltanto causa di ritardi per vendite di immobili e aperture di attività, ma che produce un possibile danno erariale, poichè il mancato incasso delle oblazioni, dei diritti di segreteria e degli oneri concessori influisce negativamente sulle entrate dello Stato e del Comune di Roma. Per questa ragione abbiamo chiesto che il sistema on-line di prenotazione degli appuntamenti venga modificato, riducendo al minimo la discrezionalità e privilegiando efficicenza e trasparenza.

zingaretti-pdLa settimana scorsa sono stato al convegno su Ostia, promosso dal forum “Mari e fiumi” coordinato da Agostino Biondo. Nel mio intervento ho ricordato come le inchieste della magistratura ci abbiano insegnato che per troppo tempo si sono governati processi politici e amministrativi senza tenere fermi i principi di legalità, trasparenza e non discrezionalità della politica e della pubblica amministrazione. Nell’ultima giornata del seminario sulla legalità al Nazareno, il presidente della Regione Lazio Nicola Zingaretti ha elencato i risultati ottenuti sulla legalità. Per chi fosse interessato rinvio al blog del forum (clicca qui).  A quella riunione, tuttavia, Zingaretti con una battuta ha anche aggiunto: abbiamo fatto molto, quindi rischiamo di perdere le elezioni, perchè spesso la legalità ha un costo molto alto in termini di consenso, perché tocca equilibri e interessi consolidati. Il rischio è che l’applicazione della legalità, senza una preventiva progettazione politica, possa avere in alcuni casi come conseguenza, l’eliminazione di servizi utili ai cittadini. Questa è davvero l’unica cosa che non possiamo permetterci.

ostia-corbucciDare l’impressione che quando si procede al rispetto delle regole, i cittadini possano rimetterci o perdere quello che già hanno. In realtà è vero esattamente il contrario. Bisogna lavorare per abbattere il lungo muro di Ostia e per consentire a tutti l’accesso al nostro mare. E’ necessario avviare i bandi pubblici per gli stabilimenti balneari. Si deve lavorare per affidare il polo natatorio di Ostia, la cui concessione è scaduta da poco, ad un costo più elevato di quello attuale che è davvero irrisorio. Legalità e proposte politiche concrete devono camminare assieme. Serve il consenso sulla legalità e per fare questo i simboli sono molto potenti nel ricostruire un’idea collettiva di comunità. Per me che sono di Roma nord, Ostia rappresenta il mio mare. Il mare dei romani. E’ questa la ragione che mi ha spinto, quando mi sono candidato alle elezioni comunali, a scegliere di presentarmi con una foto dagli scogli dell’Idroscalo. La potenza dei simboli ce l’ha insegnata l’esempio artistico e di vita di Pier Paolo Pasolini. Vivo a Roma nord, ma sono convinto che il riscatto di Roma passi inevitabilmente dalla rinascita di Ostia, che deve essere liberata dalla criminalità organizzata per restituirci l’orgoglio di essere tutti cittadini romani. Non dobbiamo mai smettere di lottare per questo, perchè una comunità di persone si rigenera e risorge se rimane unita. E uniti riusciremo finalmente a ridare a tutti i romani il proprio diritto a vedere il mare.

 

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