Assessore alla scuola, al bilancio, alla trasparenza e alla partecipazione del III municipio di Roma

Oddio è lunedì #12

proteste-aereoportiIl mondo è in profonda crisi d’identità. I primi dieci giorni del Presidente degli Stati Uniti Donald Trump stanno disegnando degli inquietanti scenari per il futuro. Gli Stati Uniti del sogno americano, quello dell’accoglienza prima di tutto, dell’accettazione del diverso come elemento di crescita sociale ed economica, delle possibilità di ascesa sociale per i più meritevoli, rischia seriamente di lasciare il posto all’America First del miliardario newyorkese. Un programma populista basato sulla paura e sulla chiusura nei confronti di tutto ciò che non sarebbe americano. Utilizzo il verbo “sarebbe“, perchè davvero non si riesce a comprendere cosa ci sia di “americano nel far stare per ore in aereoposto, due cittadini disabili iraniani di oltre ottanta anni, in possesso di una green card, soltanto per fare un dispetto ai governi di alcuni paesi non graditi. Cosa ci sia di americano nella costruzione di un muro di confine con il Messico, dopo aver passato decenni ad abbattere i muri sorti sulle macerie della seconda guerra mondiale. Intendiamoci gli Stati Uniti sono una super potenza globale e di errori molto gravi, nella sua breve storia, ne ha sempre commessi. Tuttavia, le gravi circostanze in cui spesso sono maturate le decisioni più controverse assunte dai governi di Washington, hanno contribuito a mitigare il giudizio globale su quelle scelte. Alla fine la solidità della democrazia americana è sempre riuscita ad imbrigliare anche le indoli dei peggiori Presidenti.

carrozzineLe decisioni di Trump, in questo momento storico, sono molto gravi perchè acuiscono lo scontro con la parte fondamentalista del mondo islamista. Rischiano di creare malessere e soprattutto risentimento in quella larghissima parte del mondo mussulmano che critica da sempre il terrorismo. Soprattutto non garantiscono un migliore risultato nella lotta all’Isis e al terrorismo, ma semplicemente portano gli Stati Uniti in un ruolo di retroguardia. Una posizione che ricorda quella assunta dagli Usa durante la presa dell’Europa da parte dei regimi nazi-fascisti. L’Europa oggi è più debole. Ha perso in meno di un anno due alleati importanti. La Gran Bretagna è uscita dall’euro, indebolendo il progetto politico dell’Unione Europea. La politica americana di protezionismo non potrà che portare una nuova ondata di crisi economica per tutta l’Europa. Siamo troppo avanti con il progetto politico ed economico dell’Unione Europea per fermarci e ritornare agli Stati Nazionali e troppo indietro nelle politiche economiche e nella redistribuzione del reddito per riuscire a cavarcela da soli. Se il mondo prepara i muri e dietro le torri schiera le sue truppe, rischiamo di essere un gigantesco cuscinetto in balia di chi vuole creare disordine e caos.

mappa7stati-coloreNoi europei siamo fisicamente al centro del mondo globale e siamo gli unici a non poterci difendere con la costruzione di barriere fisiche. Per crescere all’Europa serve la politica, la pace e l’evoluzione di un nuovo modello di benessere collettivo più solidale verso chi è in difficoltà. In un mondo in cui i governi perdono sempre di maggiore autorevolezza nei confronti dei loro cittadini, è davvero singolare che debbano essere le corporazioni a schierarsi a favore dei rifugiati. Negli Stati Uniti Starbucks assumerà 10.000 rifugiati in cinque anni. I dirigenti di Google, invece, hanno dato vita a un fondo già dotato di 2 milioni di dollari, che con le donazioni dei dipendenti raddoppierà. Airbnb offrirà alloggi gratis per le persone rimaste intrappolate dall’editto di Trump. Ci saranno priorità anche per i lavoratori che hanno affiancato l’esercito come traduttori o personale di supporto. Contro le decisioni del Presidente Usa si sono schierati anche i fondatori dei principali social network, quelli che hanno creato gli strumenti con i quali milioni di persone comunicano fra di loro e che vengono usati per veicolare notizie false, ma mai inchieste vere. Insomma è incredibile che le multinazionali abbiano capito come si contrastano le politiche populiste e i governi nazionali siano così in ritardo. Servono politiche contro la povertà e per moltiplicare i posti di lavoro. Serve un reddito minimo di lavoro, anche socialmente utile, per chi non lo ha da troppo tempo.

Gli Stati Uniti hanno una democrazia molto più solida della nostra. Le decisioni di Trump saranno già dalle prossime ore al vaglio dei procuratori generali dei songoli Stati. Se illegittime, saranno fermate. Le regole dei pesi e dei contrappesi nelle vere democrazie funzionano e servono ad arginare i populisti, la cui elezione popolare è sempre possibile. E’ in questi momenti della storia che diventa evidente come le carte costituzionali e la divisione dei poteri, rappresentino le fondamenta per difendere proprio i più deboli, che sono sempre i primi ad essere privati dei propri diritti. L’America è fortunatamente già in piazza e nelle strade da diversi giorni. Le proteste non si fermeranno e questo rappresenta l’atto più simbolico da esportare ed imitare anche da noi.

dalemaLa situazione internazionale sta peggiorando di giorno in giorno. Per questo diventa davvero difficile parlare soltanto della nostra Italia. Un Paese in cui ci si arrovella sulla data delle prossime elezioni politiche. Si fanno convegni per chiedere congressi ed attaccare il leader del proprio partito. Politici che hanno avuto responsabilità gravissime negli ultimi venticinque anni fuggono il confronto, alla ricerca di nuove platee plaudenti. Non è incredibile che ci provino, ma che ancora trovino qualcuno disposto ad ascoltarli. Quelli che un mese fa dicevano di voler fare le riforme in sei mesi, adesso invece sono impegnati a costruire nuovi partiti per accaparrarsi un seggio nel prossimo Parlamento. Le elezioni servono al Paese e non al M5S o al Partito Democratico. Serve un governo che possa guidare l’Italia nel mezzo della crisi politica internazionale più grave dai tempi della guerra fredda. Servono persone serie e non populisti che inneggino agli uomini forti di Usa e Russia, tremendi smemorandi di cosa sia accaduto nel recente passato, quando le masse esasperate si sono già affidate alla guida degli uomini della provvidenza. Quello di cui abbiamo bisogno è di figure razionali e preparate, che sappiano invertire le politiche di austerità e proporre ricette economiche per la crescita.

raggi-monnezzaQuesta settimana sono talmente tante le notizie che vengono dal mondo, per poter dedicare troppe righe alla situazione stagnante nella capitale. Roma è ormai ferma ed ostaggio dei problemi interni al M5S. La politica della città è appesa ai destini giudiziari della Sindaca Virginia Raggi. Qualsiasi altra formazione politica proverebbe imbarazzo per questa situazione, invece i grillini sono silenti e sulla difensiva. Hanno compreso che questo è il loro momento storico. Devono resistere abbarbicati alle poltrone per poter giocare in Italia il ruolo di comprimario dell’uomo forte di turno. Per questo hanno rinnegato i propri principi. Quelli dell’uno vale uno e dell’onestà sempre e comunque. Ora che a decidere è solo Beppe Grillo e che giustamente gli indagati sono innocenti fino a prova contraria, sono esattamente uguali agli altri. Anzi anche peggio, perchè la loro classe politica è impreparata ed in alcune casi persino impresentabile.

A questo proposito, è diventato virale in questi giorni il video di un consigliere del M5S del III municipio che cerca di spiegare il suo concetto di sicurezza. In questi giorni particolarmente tristi, bisogna ammettere come il video strappi davvero delle sincere risate. Tuttavia quando il filmato termina, rimane l’amaro in bocca. Quel consigliere è stato eletto e presiede la commissione bilancio di uno dei municipi più grandi di Roma. Fa parte della schiera di quelli che contestavano il percorso partecipativo sul bilancio della passata amministrazione. Proprio loro che il bilancio lo hanno sbagliato e non sono stati capaci nemmeno di presentarlo ai cittadini.

Non riesco ad arrabbiarmi con lui sinceramente. Mi è più facile individuare le reali responsabilità. Quelle della sindaca Virginia Raggi, che ha scelto la presidente del III municipio Roberta Capoccioni, che a sua volta ha firmato la lista del M5S e lo ha poi selezionato per presiedere una delle commissioni più importanti. Se questa è la classe politica di Roma lo dobbiamo a queste persone e a chi per loro ha garantito nei vari quartieri della città.

legalita-2Concludo con il Partito Democratico, che faticosamente a Roma prova a rigenerarsi giorno dopo giorno. Sabato scorso si è svolta la seconda giornata del seminario “Legalità e sicurezza”, che tornerà domenica 5 febbraio dalle ore 9 alle ore 12.30 sempre nella sede nazionale del Nazareno (Sant’Andrea delle Fratte). Si parlerà di giustizia, pubblica amministrazione e lotta alla criminalità organizzata. Ci saranno esponenti del governo, delle pubbliche amministrazioni e delle istituzioni che si occupano di rispetto della legalità. A Roma il Partito Democratico sta cambiando davvero e sta investendo sulla formazione della classe dirigente, che avrà il compito di proporre ai romani una visione per il futuro della città. Per questa ragione ci sarà un congresso il prossimo 26 marzo.

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