Assessore alla scuola, al bilancio, alla trasparenza e alla partecipazione del III municipio di Roma

Oddio è lunedì #6

sostegno-renziCon le dimissioni di Matteo Renzi si è aperta la crisi politica, che nella giornata di ieri ha portato il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella ad incaricare il ministro degli esteri Paolo Gentiloni di formare un nuovo governo, che abbia come priorità il rispetto degli impegni internazionali, l’emergenza del post terremoto e una legge elettorale condivisa, che ci conduca rapidamente al voto. L’iter delle consultazioni, che hanno preceduto la nomina di Gentiloni, è stato subito oggetto di polemiche e contestazioni da parte del M5S e dei suoi affiliati. Sui social è ricominciato il solito mantra: “il quarto governo non eletto“, “un presidente del consiglio non votato” e castronerie simili. Ora il problema sta diventando davvero serio. Il M5S ha scelto come strategia di comunicazione la menzogna spudorata. La bufala virale che prende piede fra le masse, che magari non conoscono perfettamente la Costituzione e i corretti iter istituzionali, attraverso i quali si formano i governi. Le vittime di questa strategia comunicativa sono le persone che preferiscono le spiegazioni semplici ed alle volte surreali e fantasiose a quelle reali e spesso molto più complicate da comprendere. Queste menzogne, queste false verità svelate servono al movimento di Beppe Grillo per fomentare contro la politica tutte quelle persone, che dalle azioni della politica non trovano una soluzione ai loro problemi quotidiani.

renzifobiaEsiste il forte rischio, a mio avviso, che questa costante induzione all’odio e all’invidia sociale nei confronti degli altri, possa generare una nuova forma di “fascismo all’italiana“, dentro al quale si mescolino le manganellate virtuali di militanti e pseudo giornalisti faziosi, che passano il loro tempo ad insultare sui social chiunque la pensi diversamente da loro e le azioni reali e illegali di razzisti veri, che ad esempio nella Roma grillina si permettono di cacciare una famiglia straniera da un alloggio al quale avevano pieno diritto. L’antidoto a questa deriva eversiva sempre più evidente, deve essere il ritorno di una politica fatta di concretezza e coerenza. Una coerenza non comune che Matteo Renzi ha dimostrato, dimettendosi la sera stessa del risultato del referendum costituzionale. Ho già parlato la settimana scorsa del referendum (clicca qui) e del risultato importante in termini di voti assoluti raggiunto dallo schieramento del si. Per questa ragione martedì’ scorso, insieme a tanti militanti come me, ho voluto sostenere il segretario democratico nella direzione nazionale al Nazareno. La settimana prossima ci sarà l’assemblea nazionale del Partito Democratico. Mi aspetto che Renzi abbia il coraggio di rilanciare la sfida per riformare il nostro Paese. Prima delle elezioni politiche, c’è però assoluto bisogno di un congresso che ribadisca la linea politica del Partito Democratico e le modalità con cui si sta insieme nel partito più grande del Paese. Il mio auspicio è che si riesca a votare con una legge elettorale, che ci restituisca la possibilità di scegliere direttamente i parlamentari entro i primi sei mesi del 2017. Andare oltre regalerebbe argomenti pretestuosi alle forze di opposizione, che per l’ennesima volta hanno dimostrato di non voler collaborare con senso di responsabilità al bene del Paese.

corruzioneVenerdì 9 dicembre è stata la giornata mondiale contro la corruzione. L’Italia è al 61esimo posto nella classifica sulla percezione della corruzione stilata da Trasparency International. Il nostro paese ha migliorato di otto posizioni rispetto allo scorso anno, grazie alle recentissime normative approvate sulla trasparenza e la prevenzione della corruzione, rimanendo tuttavia ancora in coda in Europa. Dietro di noi c’è solo la Bulgaria. L’Italia però è anche passata dal 97° al 54° posto nella classifica del Right to Information Rating, l’indice che si occupa di misurare l’accessibilità alle informazioni della pubblica amministrazione. Questo balzo in avanti è dovuto all’entrata in vigore del Foia, il Freedom of Information Act (clicca qui) del maggio scorso. Uno strumento fortemente voluto da governo Renzi, che stabilisce la possibilità per chiunque di richiedere l’accesso ai documenti, gli stessi che fino a poco tempo fa rimanevano sotto chiave all’interno delle istituzioni. Inevitabilmente stiamo scontando un ritardo inaccettabile rispetto al resto d’Europa, dovuto all’immobilismo dei governi del passato. Solo dal 2013, infatti, si è cominciata a produrre una normativa, che non puntasse soltanto alla repressione, bensì anche alla prevenzione della corruzione e alla responsabilizzazione della cittadinanza, che oggi ha maggiori strumenti di controllo e di tutela in caso di denuncia di episodi corruttivi. Un percorso che avevo raccontato nel libro Il palazzo di vetro (Editori Riuniti, 2014). Sarà necessario continuare su questa strada per colmare il gap ancora esistente con gli altri paesi europei, poiché è ormai conclamata la stretta correlazione fra sviluppo, benessere e bassi tassi di corruzione.

resto-carlinoVenerdì 16 dicembre alle ore 9.30 presso la Camera dei Deputati (via Uffici del Vicario 21), parteciperò in qualità di coordinatore del forum legalità del Pd Roma, al convegno “Pedofilia e omertà”, promosso dalla criminologa Immacolata Giuliani. Ci saranno interventi di procuratori, legali, psicologi, crimonologi e giornalisti che affronteranno il tema della tutela dell’infanzia e dell’adolescenza contro lo sfruttamento sessuale. L’obiettivo del convegno è quello di dare voce ai tanti Willy e ai Pasqualino, abusati, fatti sparire e uccisi. Solo parlandone, squarciando il velo di omertà e tenendo accesi i riflettori, possiamo riuscire a combattere una piaga così odiosa, dando il nostro contributo al disvelamento della verità. Chi fosse interessato a partecipare può comunicarmelo entro giovedì.

tmb-puzzaQuesta settimana sono tornato ad occuparmi del III municipio ed in particolare dell’impianto Tmb Salario. La maggioranza M5S del III Municipio, infatti, ha pensato bene di bocciare la mozione, presentata dalla Lista Marchini, che ribadiva la richiesta per la chiusura dell’impianto Tmb Salario secondo tappe e date certe. Insieme con la consigliera democratica Francesca Leoncini abbiamo voluto ribadire la posizione ufficiale del Partito Democratico favorevole alla chiusura dell’impianto. La mozione chiedeva anche alla presidente del III municipio Roberta Capoccioni e alla giunta la possibilità di far partecipare i residenti alla conferenza dei servizi, attualmente in corso, relativa alla procedura di proroga dell’Aia. Purtroppo sulla chiusura dell’impianto di trattamento meccanico-biologico, che da anni tormenta coi suoi miasmi la vita dei residenti, pesano ancora oggi le ambiguità e le lotte intestine del M5S in Campidoglio ed in III Municipio. Anche in questa occasione, infatti, la Presidente Capoccioni ha deciso di non essere in aula, nonostante a suo tempo rassicurò i cittadini sul destino dell’impianto, sconfessando pubblicamente la linea della Presidente della Commissione Ambiente Francesca Burri, in sintonia invece sulla politica dei rifiuti con la Sindaca Virginia Raggi e l’assessore Paola Muraro. Ancora una volta si è deciso di sacrificare il bene del territorio e dei cittadini in nome dell’opportunismo politico. La salute dei cittadini sembra essere meno importante delle lotte di corrente interne al movimento e così accade che per la prima volta dal 2011, il consiglio del III municipio boccia un impegno formale sulla chiusura del TMB Salario. Il M5S ha gettato la maschera, ora i cittadini sanno che non vogliono chiudere l’impianto Ama di via Salaria. Tuttavia noi non ci arrenderemo e continueremo a lottare, come abbiamo sempre fatto dal primo giorno, al fianco di quei cittadini coerenti, che non si rassegnano a vivere con le finestre perennemente chiuse.

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1 Risposta »

  1. Grazie Riccardo per il tuo impegno.
    La situazione è ormai gravissima!

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