Assessore alla scuola, al bilancio, alla trasparenza e alla partecipazione del III municipio di Roma

Chi parla di mafia viene isolato. Perciò io starò sempre dalla parte di Sabina Guzzanti

sabina guzzanti“La trattiva”, il nuovo film di Sabina Guzzanti sono andato a vederlo la prima sera che è uscito nelle sale cinematografiche. L’ho visto in una nota multisala della periferia di Roma, insieme ad una quindicina di temerari, tutti con più anni sulle spalle di me. Nelle altre sale a guardare film per ragazzi, storie sentimentali e thriller mozzafiato, c’era come di consueto il tutto esaurito. Sta proprio in questa istantanea, in fondo, il problema del nostro Paese. Tutti condannano a parole la mafia e la corruzione. Tutti usano frasi cariche di retorica, ricordando il sacrificio degli esempi eccellenti. Tuttavia nessuno ha più voglia di dare l’esempio in prima persona. Nessuno ha più desiderio di essere l’esempio da seguire. Dopo le bombe che hanno ucciso Falcone e Borsellino, nessuno è più voluto uscire dal recinto della retorica sulla lotta alla mafia. D’altrocanto nessuno può davvero pensare che le stragi di Capaci e via D’Amelio servissero ad uccidere soltanto due uomini. Il tritolo e il sangue sull’asfalto servivano ad ottenere un risultato molto più importante: quello di spegnere nelle coscienze dei cittadini qualsiasi proposito di resistenza al potere criminale. Quelle stragi hanno cristallizzato di fatto il Paese. Da quel momento si è smesso di indagare sui rapporti fra la mafia del sud, l’imprenditoria del nord e gli uomini dello Stato.

Quello che sta succedendo in queste ore a Sabina Guzzanti, a causa di un suo tweet sicuramente molto poco furbo e dal chiaro sapore provocatorio, tuttavia dovrebbe metterci davvero in allarme. Sabina Guzzanti di professione non fa il magistrato, ne tanto meno ha mire da leader politico. Quando ho avuto il piacere di conoscerla di persona, durante la lavorazione del film “Draquila”, che rimane una delle pellicole più lucide sul sistema di potere sul quale si è basato negli ultimi anni il berlusconismo, ho avuto modo di comprendere quanto le sue motivazioni fossero autentiche. Sabina Guzzanti, allora come oggi, ha tentato di realizzare un docu-film di inchiesta, come quelli che negli Stati Uniti hanno reso celebre Michael Moore. Con Draquila ne è uscito un lavoro eccezionale. Con “La trattativa” si è spinta oltre, cercando di riaprire una breccia nelle nostre coscienze ormai assopite. Nel film non ci sono verità. Non ci sono condanne. La pellicola ci mette di fronte a tutti gli interrogativi ai quali in questi anni nessuno ha dato risposte. Per quale ragione sono morti Falcone e Borsellino? Per quale motivo la Prima Repubblica è caduta sotto i colpi delle bombe e degli attentati? Perchè nacque dal nulla un movimento come Forza Italia? Ed ancora perchè da allora non ci sono più stati magistrati che hanno combattuto la mafia come Falcone e Borsellino, tanto da far diventare la mafia spa la prima azienda italiana?

Se pensiamo sia utile possiamo partecipare all’attacco mediatico contro Sabina Guzzanti, che di professione nella propria vita ha fatto prima la comica e da qualche tempo la regista. Ricordiamoci sempre, però, che la strategia dei mafiosi è sempre stata quella di isolare le persone che li combattono. Per questa ragione io starò sempre dalla parte di persone come Sabina, anche se non avrei scritto quel tweet, che di certo non cancella la forza del suo film di denuncia. Inoltre credo che dovremmo sprecare molte più energie per pretendere dallo Stato che emerga la verità su quegli anni. In caso contrario ho paura che tutti saremo chiamati a rispondere, prima o poi, del terribile crimine di aver barattato le nostre anime e il destino delle future generazione, in cambio di una fuggevole e ingannevole stagione di tranquillità sociale.

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1 Risposta »

  1. Carissimo Riccardo,non mi è garbato la solidarietà che è stata data a due mafiosi del calibro di Riina e Provenzano da parte della Guzzanti. Non si puo’ dare solidarietà per qualsiasi motivo a due criminali assassini. E stato un grande autogol della Guzanti. Criminali che hanno attentato allo Stato mietendo numerose vittime. Questi assassini non meritano nessuna pietà figuriamoci la solidarietà.Un abbraccioGiuseppe Lo Cascio

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