Assessore alla scuola, al bilancio, alla trasparenza e alla partecipazione del III municipio di Roma

Municipio III, occupazioni suolo pubblico: “Tutte regolari?”

mercatino pace e solidarietà 2da Lungotevere.org di Valerio Valeri

Occupazione di suolo pubblico gratis, grazie all’intervento diretto del presidente del Municipio. È quello di cui ha beneficiato il “Mercatino della Pace e della Solidarietà”, tenutosi il 24 marzo 2013 nel piazzale antistante la Parrocchia di Sant’Ugo a Serpentara, organizzato in toto dal comitato di quartiere Serpentara nella persona del suo presidente, Domenico D’Orazio. È quanto denuncia l’esponente del Pd Riccardo Corbucci, presidente del consiglio di Piazza Sempione, insieme al consigliere Yuri Bugli (Pd)  e al capogruppo della Lista Civica Marino, Gianluca Colletta.

Il fatto è emerso durante la commissione consiliare Bilancio di ieri, quando andando a “spulciare” tra le varie carte relative al periodo 2010-2013, i membri della maggioranza di centrosinistra hanno trovato diverse questioni poco chiare. La prima balzata all’occhio è anche una delle più recenti: un mercatino in tutto e per tutto, con 18 banchetti ognuno ad occupare 2 mq, con oggetti nuovi e usati in vendita, oltre a prodotti biologici e tipici regionali. Un evento di carattere commerciale, senza dubbio, con proventi che al tempo il CdQ Serpentara aveva annunciato che sarebbero stati utilizzati per azioni a beneficio del territorio.

Ma come è stato possibile, per il comitato di via Gaspare Pacchiarotti, non versare nelle casse del III Municipio la tassa relativa all’OSP, ovvero all’occupazione di suolo pubblico? Semplice. Come si può leggere dalle carte, il 15 marzo l’allora minisindaco Pdl, Cristiano Bonelli (oggi capogruppo NCD), ad integrazione di un precedente atto (8 marzo) nel quale concedeva il patrocinio dell’evento, scriveva  che “la giunta municipale (…) ha deciso di proporre l’evento in oggetto, (…) collaborando direttamente con il Comitato e partecipando alle fasi organizzative e gestionali dell’evento”.

In tal maniera, ponendosi l’ente stesso nel ruolo di organizzatore e promotore di un evento pubblico, permette l’applicazione dell’articolo 19 punto P della deliberazione comunale 75/10, in base alla quale non c’è pagamento di occupazione  per eventi “riguardanti manifestazioni e iniziative, organizzate e gestite dal comune direttamente oppure mediante appalto”. Ma secondo Corbucci e Colletta ci sono grossi dubbi sulla veridicità di questa “paternità” dei mercatini del 24 marzo 2013. In ogni caso, c’è un’ultima frase del punto P dell’articolo 19: “(…) fermo restando l’applicazione del canone agli spazi utilizzati, anche da terzi, per scopo di lucro”. E anche se con il ricavato dei mercatini Domenico D’Orazio non si sarà certamente comprato una giacca nuova all’ultimo grido, c’è stato comunque un guadagno. Un lucro, appunto. Tra l’altro non certificabile totalmente, perché il CdQ Serpentara non ha un codice fiscale, tanto che era lo stesso presidente ad usare il suo per qualsiasi cosa. Lo si legge anche nella determinazione dirigenziale 854 del 27 marzo, in cui il responsabile Giuseppe Bartolini, considerate le note del presidente Bonelli, dichiara che il canone per l’OSP non è dovuto.

Ma perché il centrosinistra del III Municipio ha deciso questa “stretta” e sta scandagliando le carte dimenticate nel cassetto? “Ci sono decine di situazioni poco chiare – dichiara Corbucci a Lungotevere.net – e proporrò quindi una commissione speciale Trasparenza e Legalità, nella quale coinvolgerò anche un esponente del M5S, per verificare che tutte le concessioni, gli affidamenti e le richieste di OSP siano state effettuate regolarmente non solo nei 5 anni precedenti, ma anche prima. Non pagare l’occupazione di suolo pubblico quando sarebbe dovuta, come nel caso dei ‘Mercatini della Pace e della Solidarietà’, comporta un danno erariale. E in base al regolamento comunale ci è permesso procedere al recupero di queste somme, chiedendole direttamente a chi spettava corrisponderle nei dovuti modi”.

Gianluca Colletta si rifà anche alla recente polemica sull’Elenco della Partecipazione. “Sarebbe bello – scrive in un comunicato – poter anche verificare il reale utilizzo dei ricavi di questi mercatini. Cosa che sarebbe immediatamente riscontrabile se il comitato in questione fosse registrato all’Agenzia delle Entrate. Mai come in questa situazione la delibera sull’Elenco è sacrosanta”.

Tutti i cittadini devono poter organizzare eventi pubblici – continua Corbucci – ma ci sono delle prassi da seguire e in certi casi degli oneri da pagare. Esiste un modulo preciso da compilare, cosa che D’Orazio a suo tempo non ha fatto, dopodiché in base alla tipologia di manifestazione, si procede al pagamento di un canone. Questo si fa. Non è giusto sfruttare, come ha fatto il CdQ Serpentara, una corsia preferenziale con l’amministrazione. D’Orazio lo ha fatto forse per ignoranza, perché se in un primo momento è stata una scorciatoia, a lungo andare si potrebbe tramutare in una rogna”.

Adesso le verifiche proseguiranno “su almeno 200 casi” tra cui anche quelli di OSP permanenti, ovvero i venditori ambulanti disseminati nel Municipio. “Ci risultano 150 richieste regolari – conclude Corbucci – mentre basta fare un giro per rendersi conto che ne esistono il quadruplo, se non di più. Sono tutti soldi non entrati nelle casse, soldi che potremmo riutilizzare per opere pubbliche importanti e vitali”.

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Categorizzato in:Fondi pubblici, Municipio 3

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