Assessore alla scuola, al bilancio, alla trasparenza e alla partecipazione del III municipio di Roma

Nomentano, comunicato dei genitori a seguito della conclusione dell’occupazione

L’assemblea dei genitori del Liceo Scientifico Nomentano, riunitasi in data 17 novembre 2012, esprime soddisfazione per la ripresa dell’attività didattica, ringraziando il Dirigente Scolastico ed il corpo docente per la gestione equilibrata dell’occupazione. Nel respingere qualunque forma di protesta illegittima e di violenza, ribadisce che la difesa della scuola pubblica debba essere una priorità delle istituzioni che si esprima attraverso concreti finanziamenti e attenzione adeguata alle future generazioni.

Esprime forte preoccupazione per le proposte di riordino degli organi collegiali (ex legge Aprea) in particolare nei confronti di due punti: lo Statuto autonomo e l’ingresso dei privati nelle istituzioni scolastiche. Chiede che siano aperti dei dibattiti nelle opportune sedi per una compiuta riflessione sulle tematiche proposte. I genitori, pur condividendo le fondate e giustificate ragioni degli insegnanti nei confronti dei decreti in attuazione, chiedono che le forme di protesta che verranno attuate non danneggino ulteriormente l’offerta formativa agli studenti, già fortemente depauperata dai limitati finanziamenti provinciali e statali.

I genitori del Liceo Scientifico Nomentano

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1 Risposta »

  1. Gentilissima lettori,

    io ero presente alla riunione dei genitori, e confermo che l’Ordine del Giorno era effettivamente ambizioso.

    Purtroppo, vuoi per populismo, vuoi per eccessiva facilità con la quale si concedeva la parola a chicchessia (indice di scarsa democrazia) la riunione è stata, per un certo lasso di tempo, dirottata su argomenti e temi che poco avevano a che fare con gli argomenti previsti. Diciamolo apertamente, i moderatori si sono lasciati trascinare fuori argomento. Particolarmente censurabile sarebbe stato l’episodio di quella “mamma-professoressa” che, alzando la voce e rossa in viso, ha insistito di leggere una propria mozione togliendo la parola al Presidente del Consiglio di Istituto.

    Purtroppo, questo non è democrazia, questo è bolscevismo, per due motivi:

    1) Mi permetto di rappresentare che la mozione NON è frutto degli esiti della discussione dei genitori, ma dell’iniziativa e delle prepotenze di quella citata signora e di due o tre che le davano manforte.
    Se il Presidente del Consiglio d’Istituto avesse voluto impugnare l’Ordine del Giorno… si sarebbe reso conto che da nessuna parte si fa menzione alcuna di approvare mozioni da consegnare agli organi di stampa.
    Ne consegue che i genitori che non hanno potuto presenziare alla riunione (vuoi perché assenti dalla città, vuoi perché al proprio posto di lavoro – giustifico i lavoratori, non i pigri) si trovano investiti di un qualcosa che li impegna ma che non era previsto all’Ordine del Giorno.

    Mi permetto altresì di rappresentare che, per quanto fossimo “molti”, non eravamo affatto “abbastanza”; in altre parole, per essere valida la Mozione e la sua approvazione dovevamo essere almeno il 50%+1 dei genitori aventi diritto di voto, ma eravamo in numero palesemente inferiore. Ne consegue che è stata approvata, per quanto “a larga maggioranza” una Mozione che NON è stata presentata per una preventiva analisi a tutti gli aventi diritto al voto.
    In altre parole, la Mozione è stata approvata a “maggioranza dei presenti, minoranza degli aventi diritto”.

    Anche questa NON è democrazia, ma bolscevismo.
    O, se vogliamo essere proprio buoni buoni, oligarchia, il governo di alcuni sopra ai più.

    2) Si fa menzione, nella Mozione, di (cito) “preoccupazione per le proposte di riordino degli organi collegiali (ex legge Aprea) in particolare nei confronti di due punti: lo Statuto autonomo e l’ingresso dei privati nelle istituzioni scolastiche”. Orbene, si dà il caso che non tutti avessero le idee chiare sui contenuti della Legge ex-Aprea.
    Orbene, mi sono documentato, e queste sono le conclusioni alle quali sono venuto come cittadino, genitore e contribuente (si badi bene, sono un dipendente a reddito fisso, e la mia busta paga è tassata alla fonte).
    La Legge Aprea punta al riconoscimento della meritocrazia, consentendo ai Présidi/Dirigenti (che al momento hanno grandi responsabilità penali ma autonomia decisionale incredibilmente limitata) la facoltà di assegnare le cattedre ai professori ritenuti più meritevoli e qualificati, al di là della semplice anzianità di insegnamento; la Legge Aprea mira a rendere operativa l’autonomia scolastica, già introdotta nel lontano 1997 ma mai resa effettiva.
    La Legge Aprea null’altro fa che spingere a raggiungere quei traguardi di qualità già individuati a suo tempo dal Min. Fioroni (Governo Prodi) per raggiungere la tanto agognata qualità dell’istruzione.
    Come genitore, non ci vedo niente di male.
    Perché mai ci si dovrebbe dichiarare contrari a tutto ciò?

    Per questi motivi, e non perché fossi ostile o ideologicamente contrario alla Mozione nel suo complesso, mi sono sentito di votare contro.

    Cordialmente,

    M. P.

    Genitore

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