Assessore alla scuola, al bilancio, alla trasparenza e alla partecipazione del III municipio di Roma

Gallinacci in fuga dal Partito Democratico

Ci vuole un poco di pazienza e di fiducia in chi scrive per cercare di comprendere le ragioni che hanno provocato l’esodo che ha colpito il Partito Democratico in IV Municipio e a Roma. Per questa ragione, se si difetta dell’una o dell’altra caratteristica, non è necessario leggere le opinioni che seguiranno, poiché le motivazioni che vi saranno date o raccontate per spiegare la fuga di Alfredo D’Antimi, Fabio De Angelis e Cristiano Riggio dal PD saranno semplici, puerili, quasi imbarazzanti. Anzi molto probabilmente non ci verranno proprio date delle motivazioni poiché ai politici di oggi, purtroppo, i cittadini non chiedono più conto dei propri comportamenti, anche quando questi sono trasformisti, violano il patto con gli elettori e sviliscono la volontà popolare.

Ho scelto quale titolo di queste riflessioni il gioco di parole “gallinacci in fuga” per descrivere i nostri transfughi, perché unisce insieme la comicità del film d’animazione “galline in fuga” ed i buonissimi funghi gialli “gallinacci” che in questo caso mi serviranno per spiegare con una metafora cosa rappresentano nella politica italiana i De Angelis, i Riggio, i D’Antimi.

Per comprendere il ragionamento è utile ricordare a grandi linee cosa hanno fatto in IV municipio questi personaggi che sono diventati consiglieri municipali tutti insieme e contemporaneamente nel 2006 con la vittoria del centrosinistra guidato da Alessandro Cardente. In quella coalizione Cristiano Riggio venne eletto nella lista “Uniti nell’Ulivo” per la componente della Margherita di Antonio Zanon, ex consigliere regionale del Pd approdato ultimamente per trovare spazio nelle liste regionali nell’Udc. Fabio De Angelis ed Alfredo D’Antimi vennero eletti nella Lista Civica “Moderati per Veltroni”, invenzione del consigliere comunale Mirko Coratti, ex Forza Italia (area Verzaschi) ed ex Udeur, esperienze precedenti all’adesione al Partito Democratico in area popolare. Nel 2006 questi personaggi, insieme con i consiglieri anziani Vincenzo Iavarone (ex DS) e Antonio Comito (Verdi), con l’ausilio dell’ex presidente di allora il verde Alessandro Cardente, cominciarono a votare con la destra, guidata dall’allora consigliere di opposizione Cristiano Bonelli. Votarono per mesi con la destra per bocciare gli atti presentati dai consiglieri di maggioranza del PD, della Lista Civica per Veltroni, della Sinistra Democratica e di Rifondazione Comunista. In pratica questi consiglieri cominciarono a votare con la destra mentre erano in maggioranza con il centrosinistra. Iniziarono a diffamare i propri colleghi di maggioranza dando forza alle battaglie della destra e di Bonelli, verace consigliere di opposizione sempre col megafono in mano. Votarono come presidente della commissione bilancio addirittura Fernando Di Giamberardino del centrodestra a scapito del consigliere di rifondazione Campagnano, provocando l’inizio della crisi della maggioranza. Distrussero l’esperienza di governo del centrosinistra.

L’allarme, all’epoca, venne lanciato dal territorio, ma non venne raccolto dai partiti centrali. Nel 2008, quindi, alle nuove elezioni amministrative tutti gli uscenti, tranne Iavarone sospeso dai Democratici di Sinistra proprio per le ragioni sopra ricordate, vennero ricandidati. Tutti nel Partito Democratico poiché De Angelis e D’Antimi, del gruppo Coratti, erano entrati subito dopo le primarie del 2007, da cui si tennero ben lontani, soltanto per trovare un posticino nella neonata lista elettorale del Pd. Una parte del Partito Democratico, di cui oggi faccio orgogliosamente parte, ha denunciato il metodo con cui allora vennero composte le liste. Persone come D’Antimi e De Angelis che non avevamo nemmeno fatto le primarie vennero candidate solo per accordi centrali. Tutti gli altri vennero ricandidati nonostante avessero contribuito a distruggere il centrosinistra e a rinforzare la destra di Bonelli, diventato nel frattempo candidato del Pdl a presidente del municipio dopo aver fatto il presidente di una commissione speciale sicurezza, inventata su misura per lui da quegli stessi membri del centrosinistra che in consiglio sommavano i propri voti a quelli della destra per affossare la maggioranza.

Le elezioni ci hanno consegnato un risultato drammatico. La sconfitta elettorale e la sconfitta politica. Un gruppo del PD in cui ben tre consiglieri su sette non avevano mai fatto le primarie e non avevano radicamento nei partiti del centrosinistra storico. Proprio De Angelis, Riggio e D’Antimi. Tutti e tre hanno preteso, forti degli accordo delle correnti, di avere ruoli importanti nel neonato Pd. De Angelis e D’Antimi hanno fatto i capigruppo. Riggio il presidente della commissione trasparenza. Tutti e tre nei momenti decisivi dello scontro con la destra del compare Bonelli sono usciti dal Pd per aderire al misto. Ed ora Riggio e De Angelis addirittura all’Udc come avevamo più volte pubblicamente previsto. Uno schifo annunciato da parte di chi ha sempre avuto comportamenti irrispettosi nei confronti dei cittadini e degli iscritti del Pd. Persone che non hanno mai frequentato un circolo. Mai partecipato ad una riunione. Mai fatto una battaglia. Mai portato a casa un risultato per la collettività. Oggi che se ne vanno, però, sento che si torna a respirare di nuovo. Che per il Partito Democratico ed il centrosinistra c’è speranza.

Perché questi consiglieri sono “gallinacci” come i funghi gialli? Perché i funghi sono organismi con una completa mancanza di tessuti ed elementi conduttori. Non hanno cioè spina dorsale ne radici. Hanno un sistema riproduttivo che funziona grazie ad elementi detti spore perché non hanno stadi embrionali, poiché incapaci di coltivare idee dentro di se. Sono eterotrofi, cioè ricavano le sostanze nutritive dall’ambiente esterno, assorbendole attraverso le pareti ed i tessuti. Sono in sostanza dei parassiti che riciclano la materia esterna per assicurare la propria sopravvivenza. Sono costretti ad una vita dipendente che si differenzia in tre modalità: saprofitismo, parassitismo e mutualismo. E a ben vedere queste modalità si ritrovano anche nella politica nostrana. Sono del primo tipo quello che degradano sostanze non viventi intorno a loro, disgregandole e nutrendosene per assimilazione. Lo fanno attraverso la menzogna e la falsa verità nel tentativo di accaparrarsi favori, svendendo le idee dei propri simili che invece combattono per esse. Sono del secondo tipo quelli che si nutrono di organismi viventi portandoli fino alla morte. Lo fanno attraverso tecniche quali la denigrazione, la menzogna, la chiacchiera falsa e tendenziosa che serve unicamente a mascherare la propria nullità ed incapacità. Si nutrono delle cattiverie sugli altri perché è il loro unico modo per dimostrare di esistere. Sono dell’ultimo tipo quelli che utilizzano un parassitismo controllato in cui una specie si avvantaggia dell’ospite e questi trae vantaggio dalla contaminazione col parassita. Sarebbe uno scambio equo se non fosse che il parassita esaurito un ospite ne sceglie un altro e così via. Partito dopo partito, con l’unico scopo di perseverare la sua triste esistenza di nomade accattone.

C’è una buona notizia però. I funghi spesso sono buoni e si mangiano. Finiscono nell’intestino ed infine nel tubo di scarico. Mentre quelli cattivi, allucinogeni, belli fuori magari ma marci dentro… beh quelli si evitano a priori.

di Riccardo Corbucci

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