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Aquaniene, il Comune concede agibilità. Si va verso la riapertura dell’impianto

Adesso è (quasi) tutto a posto. E l’Aquaniene può cominciare a contare i giorni che mancano alla revoca dei sigilli. Perché, anche secondo la procura, l’istanza presentata al gip Donatella Pavone stavolta ha probabilità di successo. La novità è che ieri il Comune ha concesso l’agibilità all’impianto di viale della Moschea. Un «sì» ad horas, osì come era stata fulminea la delibera di salvataggio varata dalla giunta capitolina il 22 settembre, la sera prima dell’udienza al tribunale del riesame.

IN CAMPIDOGLIO – Giovanni Malagò, presidente del canottieri Aniene, aveva presentato la domanda per ottenere l’agibilità il 28 dicembre 2009, ma la richiesta era rimasta ferma perché mancavano alcuni certificati. Ieri il dipartimento programmazione e attuazione urbanistica del Campidoglioha risolto l’impasse nel giro di poche ore. «Vista la documentazione integrativa prodotta in data 6/10/2010», «verificata la completezza e la regolarità» delle carte, l’ingegnere Fabio Pacciani ha firmato la determinazione dirigenziale numero 955. E alle 13, sul filo della chiusura, l’avvocato Carlo Longari è riuscito a depositare l’atteso certificato nel fascicolo del giudice.

DOPPIO BINARIO – La difesa di Malagò, per ottenere il dissequestro, si è rivolta sia al tribunale del riesame, sia al gip. I giudici della libertà però, nonostante la delibera-lampo con cui il Comune ha approvato il progetto dell’Aquaniene, hanno confermato i sigilli. Due i motivi: la mancanza del certificato di agibilità e la «perdurante situazione di illegittimità circa il persistente pregiudizio dell’assetto urbanistico del territorio». Il primo ostacolo è ormai superato, sull’altro lo stesso tribunale del riesame ha invitato il giudice a valutare la relazione allegata alla delibera del 22 settembre. Nel documento il Campidoglio sostiene che, nonostante i 6.503 metri quadrati costruiti in più (su un totale di circa 8.000), il carico urbanistico della struttura è sostenibile. Ed è questa la porta attraverso cui l’Aquaniene spera di ottenere la revoca dei sigilli.

Corriere della Sera

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2 Risposte »

  1. Incrociamo le dita e speriamo nella saggezza dei giudici. La magistratura deve accertare i fatti ma non e’ giusto che a pagarne siano i cittadini – ed i bambini – che fruiscono del servizio. Le responsabilita’ devono essere fatte valere in capo ai responsabili, non agli innocenti astanti. Se si sono tolti i sigilli per “permettere l’abbronzatura”, e’ giusto aspettarsi che vengano tolti per permettere l’attivita’ sportiva durante l’inverno: si chiama equita’.

    • ma quale equità ed equità. Io, te, un qualunque cittadino avremmo potuto costruire una struttura di quelle dimensioni senza l’agibilità e per di più utilizzando fondi pubblici? La risposta è no! Ben venga il dissequestro se disposto dal giudice, ma che venga fatta chiarezza subito e chi ha sbagliato paghi!!!

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